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Paolo Sorrentino non delude. Non solo noi, che ne siamo da sempre fan, ma convince anche chi non lo apprezza particolarmente. Tutti siamo rimasti rapiti da questa serie tv, che sembra quasi un film lungo 10 ore. Sorrentino porta il linguaggio cinematografico all'interno del mondo seriale e lo fa muovendosi su un terreno insidioso, dimostrando ancora una volta il suo coraggio ed il suo genio. Le premesse dovrebbero aver già destato il vostro interesse, ma se non siete pronti ad un atto di fede, eccovi cinque motivi per cui non dovreste lasciarvi sfuggire la visione di questo capolavoro:

 

1) “Non è una serie per vecchi”. Niente paura per chi non fosse un fan della tematica religiosa, dal momento che essa passa in secondo piano, sepolta sotto un magma di onirismo e di cultura pop, nelle cui maglie si incagliano i dubbi e le debolezze dell’uomo.

 

Young pope

 

2) Mantiene un buon ritmo; benchè, per la natura della materia, la stagione sembri ingranare lentamente con solo qualche iniziale effetto pirotecnico, lo sviluppo della trama prende forma in grande stile, al punto che risulta poi difficile tenere insieme i fili che vediamo aggrovigliarsi e che non potevano consumarsi in un così breve tempo.

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3) Il gusto caratteristico per le inquadrature pittoriche decisamente atipiche non basta di per sé a costruire la pienezza con cui la serie può riuscire a pervadere, se la si lascia insinuarsi sotto pelle: complice è la capacità di districarsi in un terreno tanto ostile, come quello del Vaticano, toccando dei tasti dolenti, mostrandone le contraddizioni in modo anche piuttosto disturbante, tuttavia riuscendo a non scadere nella volgarità.

 

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4) Senza il tocco d’arte della colonna sonora tutto questo impianto visivo si sarebbe ripiegato su se stesso; invece la sigla contiene già la chiave della narrazione: apre buona parte delle puntate una versione improbabile e, a suo modo, dignitosa di All along the watch tower di Jimi Hendrix, rifatta da Devlin ed Ed Sheeran, che scorre insieme a Lenny (Jude Law) sulla linea della storia, delineata dai quadri dei musei vaticani.

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SIGLA

5) Pur con il potenziale del one man show, data la straordinaria recitazione di Jude Law, può vantare diversi protagonisti interessanti (Diane Keaton e Silvio Orlando vanno segnalati) perché profondamente umani, divisi e fragili: anche per quelli che si pensano più duri e avveduti, più potere il papa si arroga, e più labile si fa la loro sicurezza, e più sporchi si fanno i giochi, e più diventa complicato empatizzare con essi.

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Io, per sicurezza, non li farei arrabbiare… la guarderei.

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       Neuro Carenze per Disagio Seriale 

 

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