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Lo so cosa state pensando: “The 100? Sarà una serie adolescenziale”. Niente di più sbagliato. Vi capisco, sulla carta è così che sembra presentarsi ed io stessa non ero per niente convinta di iniziarla, né di continuarla durante gli episodi iniziali della prima stagione, ma ho voluto darle fiducia ed è diventata senza dubbio una delle serie a cui sono più legata attualmente.

La trama in breve: il filone del telefilm è quello post-apocalittico; ci troviamo su un' Arca composta da tredici stazioni che ruotano intorno alla Terra e su cui sono rifugiati i superstiti di una guerra nucleare che ha reso il nostro pianeta inabitabile. Dopo 97 anni inizia a vacillare il sistema che permette di sopravvivere sull’Arca a causa di diversi fattori, tra cui la sovrappopolazione, nonostante regole ferree per cui alla minima trasgressione della legge si viene espulsi nello spazio. Così coloro che detengono il potere decidono di giocarsi un’ultima carta per la sopravvivenza: inviare sulla Terra un gruppo di 100 "criminali" minorenni (imprigionati proprio in quanto minorenni, in attesa di essere espulsi al raggiungimento della maggiore età) per scoprire se nel frattempo essa sia tornata abitabile e priva di radiazioni. Vengono seguite le vicende sia dei 100 che dell'Arca.

Ma vediamo nel dettaglio i motivi per i quali dovreste assolutamente recuperare questa serie e, vi prometto, non ve ne pentirete.

ATTENZIONE

L’articolo contiene degli spoiler generali sulla trama, tuttavia non parlo di fatti eclatanti, dei colpi di scena o delle morti per non rovinarvi la visione.

1) A metà tra "Il signore delle mosche" e "Lost".

Si ha spesso la sensazione di trovarsi di fronte ad un omaggio delle due opere citate. Come dicevo poc’anzi, i protagonisti sono minorenni, non dei bambini come nel celebre romanzo di Golding, ma ancora ben lontani dall’essere adulti, per quanto inizieranno da subito a comportarsi da tali, tanto da farvi dimenticare la loro giovane età. Sono tutti potenzialmente cattivi, infatti erano prigionieri sull’Arca per vari crimini commessi ed anche questo li avvicina alla concezione dell’umanità innatamente crudele incarnata dal libro; inoltre si ritrovano a dover convivere insieme su una Terra a loro sconosciuta, a stabilire o rifiutare di avere nuove leggi, a ricreare un modello di società funzionale ed "eleggere" un capo che prenda decisioni, il tutto avendo come modello il sistema governativo spietato dell'Arca. Per quanto riguarda Lost il senso di déjà-vu è davvero molto forte: dall’ambientazione, alla consapevolezza fin da subito di non essere soli sulla Terra, passando per uno strano fumo ed una sorta di mantra alla “see you in another life”, che qui diventa “may we meet again”. Ah nel cast c’è anche Henry Ian Cusick/Desmond. L’effetto può essere inizialmente un po’ disturbante perché il paragone viene immediato, ma poi vi abituerete e sorriderete ogni volta in cui aleggia lo spettro di Lost (e vi assalirà la nostalgia).

 

E non dimentichiamo anche una certa atmosfera alla Mad Max:

 

2) Le tematiche trattate

Certo si tratta di una serie della CW quindi, penserete, il livello di profondità non potrà essere elevato. Ed invece il contesto post-apocalittico e primordiale permette nel corso delle stagioni di trattare svariate tematiche interessanti come la natura dell’uomo, le sfumature del bene e del male, arrivando a farci dubitare più volte su quanto i buoni siano realmente tali e viceversa, l’integrazione del diverso, il pregiudizio, l’istinto di sopravvivenza e come esso trasforma l’essere umano, la convivenza con i propri demoni e con la sofferenza, il ruolo della scienza e dei culti.

 

Nonostante i protagonisti si trovino a dover vivere in un mondo pieno di insidie, rischiando spesso la vita, la società che ci viene presentata è di gran lunga migliore di quella in cui viviamo. Non esiste discriminazione di razza, sessualità o colore della pelle. Sì, ci viene mostrata la brutalità di alcune usanze degli abitanti della Terra, ma non c’è mai un giudizio di superiorità in quanto i protagonisti stessi riconoscono di non potersi considerare poi tanto migliori dei selvaggi (basti pensare alle regole ferree vigenti sull’Arca) e, secondo me, questo è un ottimo spunto di riflessione per la nostra società occidentale. Si tenta di appianare le divergenze e convivere quando è possibile, anche perché non è facile stabilire chi abbia più diritto di vivere sulla Terra, chi c'era prima o chi ci è sempre stato? Niente male per una serie che non ha poi queste grandi pretese.

3) Il femminismo

Ve lo confesso, questo è uno dei punti che più mi riempie di orgoglio. Nella società che ci viene presentata in The 100 sono praticamente sempre le donne a detenere il potere e a guidare gli eserciti, venendo rispettate e seguite senza alcuna opposizione. Anzi, tutto appare molto naturale, come dovrebbe essere. Sono donne estremamente forti, ma non per questo prive di fragilità ed affezionarsi ed empatizzare con loro vi verrà automatico, sia che siate donne, sia che siate uomini. Di pari passo, nemmeno gli uomini sono stereotipati o presentati come classici maschi alfa senza alcuna debolezza, anzi hanno le loro fragilità e non hanno paura di mostrarle.

    

4) La protagonista è bisessuale

Altro elemento che viene trattato con grande naturalezza, come è normale che sia, è quello dell’omosessualità. C’è più di un personaggio omosessuale e la protagonista ha relazioni con persone di entrambi i sessi. Tuttavia non ci sono crisi alla scoperta della propria sessualità o personaggi che ne fanno un problema. Soprattutto mi piace il fatto che la bisessualità non sia raffigurata come uno stato confusionale o passeggero, ma semplicemente come la natura della protagonista.

 

5) La riscoperta della natura

A mio parere è apprezzabile l’attenzione degli autori nel sottolineare il senso di incanto dei protagonisti nel trovarsi di fronte agli elementi che compongono il paesaggio terrestre, dopo aver vissuto da sempre nello spazio. La Terra è tornata ad uno stato praticamente primordiale e quindi il contatto con essa è ancor più immersivo. Commuove vederli emozionarsi entrando in contatto per la prima volta con la natura, gli animali, farsi un bagno in un lago o sorridere per aver scorto per la prima volta un cavallo, anche nel bel mezzo di una situazione potenzialmente pericolosa.

 

6) Uno dei legami fra fratello e sorella più belli dei telefilm

Mi riferisco naturalmente a Bellamy e Octavia. Sono davvero un duo meraviglioso, che mi ha commosso più volte nei loro alti e bassi. Lui si prende cura di lei e la protegge, a volte eccessivamente, fin da quando è nata, in quanto sull’Arca si poteva avere solo un figlio, per via della sovrappopolazione, e lei non sarebbe dovuta nascere. Lei ha passato la vita a nascondersi, inizialmente è fragile, ma forte e indipendente allo stesso tempo, uno dei personaggi che cambia ed evolve maggiormente, ma Bellamy sarà sempre la sua costante.

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7) Perchè diventano una famiglia

Da pseudo sconosciuti o meno che siano diventano l’uno la famiglia dell’altro. Si sostengono, si salvano, sbagliano, ma riescono a perdonarsi e superarlo, andando avanti insieme.

 

 

8) L'evoluzione dei personaggi

Non posso entrare nel dettaglio, ma un altro aspetto molto interessante è che tutti i personaggi compiono un’evoluzione, non c’è mai staticità nelle storie. Sicuramente vi ritroverete ad amare personaggi che all’inizio apparivano detestabili (Bellamy, Kane, Lexa, Murphy) e ad odiare quelli che partivano bene.

 

9) Le ships

Ce ne sono veramente per tutti i gusti. Anche qui non entro nei dettagli per non dirvi quali sono le canon, ma vi appassionerete a più di una coppia.

 

10) Perché è una serie che si prende i suoi rischi

Se pensavate che solo Game of Thrones o Grey's anatomy fossero show sadici aspettate di vedere The 100. Gli autori non hanno paura di far morire qualsiasi personaggio se la storia lo richiede, quindi sappiate che se vi affezionerete (ed è inevitabile), soffrirete molto.

 

Dunque cosa fate ancora qui? Corrette a cliccare play sulla prima puntata. Fra l'altro la prima stagione la trovate anche su Netflix!

 

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Author: Disorder
About me

Appassionata di serie tv di tutti i generi, da quelle di qualità a quelle trash, fin dai tempi pre-Lost in cui ne uscivano relativamente poche ed era possibile seguirle tutte, conducendo al contempo una piena vita sociale. Adesso ha perso molte ore di sonno e parte della sua vita sociale per poter stare al passo - arrancando. Se dovesse scegliere le cinque serie tv a cui è più affezionata, queste sarebbero Lost, Alias, Twin Peaks, Doctor Who e Once upon a time, anche se sta soffrendo per averne lasciate fuori un'altra decina. Prova empatia prevalentemente per personaggi cattivi perché sono caratterizzati meglio, con quelli che maiunagioia e spesso secondari.

Oltre alle serie tv si nutre di film, musica, arte, fotografia, grafica, libri e viaggi.

 

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