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Domenica scorsa è andato in onda il season finale di Sherlock, “The Final Problem”, possibile episodio di chiusura dell’intera serie (una quinta stagione verrà girata solo se e quando gli attori riusciranno a conciliare i loro impegni con le riprese e sarebbe simile ad un reboot), che ha diviso il fandom tra chi l’ha amato, alcuni al punto tale da considerarlo il migliore in assoluto e chi l’ha trovato talmente parodistico e banale, da sperare fino all’ultimo che ci fosse una quarta puntata o che fosse un sabotaggio da parte degli autori stessi. Noi, purtroppo, apparteniamo al secondo gruppo. E dico purtroppo perché non avete idea di quanto vorrei che questa puntata mi piacesse, visto quanto sono legata alla serie e ai Mofftiss.

I pochissimi spunti interessanti presenti nella puntata sono stati gestiti prendendo la piega più banale e prevedibile possibile, quando, a detta di Moffat e Gatiss stessi, questo episodio avrebbe dovuto sconvolgerci e fare la storia della televisione, inoltre è richiesta una dose di sospensione dell’incredulità prevedibile solo per un telefilm di fantascienza, il senso finale snatura le basi dello show, che intendevano privilegiare l’approfondimento sui personaggi e sulle relazioni tra loro (lo stesso Benedict disse di aver accettato il ruolo solo nel momento in cui ha letto come si sarebbe evoluto il rapporto tra i due protagonisti), mentre tutto si chiude con le parole di Mary: “so chi siete e cosa sareste potuti diventare se me ne fossi andata, ma non importa, quel che conta sono le avventure, la leggenda, il mito” e i buchi di sceneggiatura o le incongruenze coprono sostanzialmente tutto il minutaggio. Per non parlare degli aspetti delle prime puntate che restano lacunosi o incongruenti, alla luce di un finale che non li può risolvere. Conosciamo tutti bene Moffat e Gatiss e non crediamo che possano davvero considerare originale il plot della sorella segreta psicopatica, che vuol solo essere amata, stravisto e abusato. Inoltre è diversa anche la cifra stilistica, Sherlock non è mai stato così tanto un telefilm di azione, senza approfondimento psicologico, anzi con un’involuzione, data dalle parole finali di Mary che etichettano Sherlock e John come “un drogato che risolve casi per sballarsi e un dottore che non ha mai finito la guerra”, riportandoci dritti alla 1x01, né è mai stato un’accozzaglia di film horror. Chi segue Doctor Who conosce la passione di Mark Gatiss per il genere, che fra l’altro condivido, anche per questo mi aspettavo delle citazioni un filo meno inflazionate rispetto a “The ring” e “Saw”. Se proprio, comunque, avessero voluto sperimentare e omaggiare il filone, magari in una puntata filler non ci avrebbe troppo disturbate, ma non nell’episodio potenzialmente finale di tutta la serie tv, che dovrebbe rispettarne le radici.

Con questa sorta di recensione/analisi non vogliamo certo far cambiare idea a chi l’ha apprezzata, ma ci preme solo, per onestà intellettuale, evidenziare tutti gli aspetti che per noi non l’hanno fatta funzionare, in linea con quanto esposto precedentemente.

  1. La puntata si apre già con un raggiro nei confronti dello spettatore. Dal finale sappiamo che la bambina sull’aereo non esiste ed è semplicemente una proiezione mentale di Euros, una metafora di come si è sentita per tutta la vita. Era Euros che, quando staccava il collegamento con Sherlock e gli altri, ne imitava la voce, ma perché allora mostrarci la sequenza iniziale della bambina che risponde al telefono, in cui sente la voce di Moriarty? Inoltre, quando vengono tutti spostati (non si sa come) a Musgrave, la bambina afferma che sono passate delle ore. Come ha fatto Sherlock a non capire già a quel punto che non fosse reale, se l’aereo stava già precipitando ore prima?
  2. Segue la sceneggiata con il clown, l’ombrello-arma, i quadri che sanguinano, la bambina che in realtà è un nano, orchestrata per far confessare a Mycroft l’esistenza della sorella (già appurata da John) e che lui ne fosse terrorizzato. Questa è una scena del tutto gratuita, che stona con lo stile dello show, tanto da sembrare una parodia e cosa c’entravano il pagliaccio e i quadri insanguinati? Non avrebbe avuto più senso attirare Mycroft a Baker Street e passare subito ad analizzarlo come il caso del giorno? Tanto le prove dell’esistenza di Eurus le avevano già.
  3. La scena dell’esplosione è abbastanza irrealistica, proprio da film di azione americano in cui saltano dalle finestre senza farsi un graffio e Mycroft non avrebbe mai potuto salvarsi nella posizione in cui si trovava. Scene di questo tipo mi vanno benissimo in un film di azione di un certo tipo, ma non in Sherlock, per come è sempre stato girato e scritto. Per buona parte della sequenza, inoltre, si domandano cosa sarebbe successo alla signora Hudson al piano di sotto, aspettano che lei si allontani prima di muoversi e poi, a fine puntata, scopriamo che è tutto praticamente intatto, a parte un po’ di macerie e oggetti caduti, dopo un’esplosione del genere. Sugli effetti speciali scadentissimi intendo non esprimermi (vi prego, riguardate la faccia di John perché sembra scomporsi, fa davvero ridere).
  4. Gatiss recita sempre un po’ sopra le righe rispetto al solito e perché uno come Mycroft, abituato alle situazioni peggiori, vomita, vedendo un uomo che si uccide di fronte ai suoi occhi? L’ho trovato un po’ per tutta la puntata out of character e se lo scopo fosse umanizzarlo, ciò è avvenuto in maniera troppo affrettata e non adeguata.
  5. La questione di Eurus che “riprogramma” la gente è una spiegazione veramente raffazzonata e non può permettersi di essere così vaga, perché è il perno su cui si basano tutte le azioni della sorella Holmes nella quarta stagione. Lei è potuta uscire e rientrare quando voleva a Sherrinford, trovando persone che guidassero elicotteri per lei e non si curassero dei suoi spostamenti, semplicemente perché, parlando con le persone, le convince a fare quello che vuole. Come è possibile questo in un telefilm non di fantascienza? Non siamo in Jessica Jones e non è una manipolazione alla Benjamin Linus, che comunque richiedeva tempo per potersi insinuare nella mente delle persone e aveva dei limiti, no, qui ci viene detto che le bastano pochi minuti per schiavizzare chiunque, tant’è che John si preoccupa per Sherlock e con Moriarty servono 5 minuti. La sola straordinaria intelligenza non è sufficiente, non è certo connessa a questa sorta di ipnosi. Che poi ipnosi non è, perché il direttore è molto lucido quando parla delle capacità di Eurus, ma in realtà è compromesso anche lui: se capisce cosa è in grado di fare, però, come mai non comprende di essere soggiogato o, in ogni caso, continua ad agire sotto i suoi ordini? Tutto veramente troppo lacunoso.
  6. Come fa Mycroft a permettere un incontro tra Moriarty e Eurus non sorvegliato, conoscendo bene la pericolosità di quest’ultima? Inoltre, quando nelle stagioni precedenti Moriarty stava distruggendo suo fratello, non sarebbe stato il caso, a quel punto, di avvertirlo dell’esistenza della sorella e di quell’incontro? Questo mi ha fatto da subito intuire che non fosse una svolta della trama alla quale avevano pensato dall’inizio, come dovrebbe essere per una conclusione dell’intera serie, cosa tra l’altro confermata da Moffat, che in una recente intervista ha ammesso di aver incominciato a ideare questa trama solo durante la terza stagione. Quindi quello che abbiamo visto non è il finale dell’intera serie tv che i Mofftiss avevano progettato fin dall’inizio, perché ricordiamo che hanno scritto “The final problem” come probabile chiusura della serie. I motivi per cui hanno optato per tale soluzione non potremo mai saperli.
  7. Se nella scena in cui Eurus parla con Sherlock scopriamo che il vetro è stato rimosso, perché in quella in cui il direttore si spara, magicamente, il vetro è ricomparso? Si può notare la presenza del vetro dal sangue che lo sporca, quindi l’errore è volutamente sottolineato, perché non era una scena necessaria, l’abbiamo appena visto spararsi in faccia.
  8. Moriarty, il big villain per eccellenza, è ridotto ad un pupazzo nelle mani di Eurus. Tutto questo come si collega alle sue azioni all’interno dello show? Tutta la tela che aveva tessuto per continuare i suoi piani qualora fosse morto, la rete di persone che aveva reclutato? E poi se sul tetto, nella seconda stagione, ce l’avesse fatta e quindi non avesse dovuto uccidersi e fosse invece morto Sherlock, come poteva questo rientrare nei piani di Eurus?
  9. La scena dell’ I love you è un’umiliazione per il personaggio di Molly, davvero gratuita perché si poteva ottenere lo stesso effetto in un modo diverso. Ridurla esclusivamente a donna innamorata per sempre di Sherlock, senza alcuna possibilità di essere mai ricambiata è veramente troppo.
  10. La totale assenza di pathos e di sentimenti durante la scena in cui Sherlock sta per suicidarsi non è accettabile. Abbiamo apprezzato il comportamento di Mycroft, al fine di evitare al fratello il peso di dover decidere fra lui e John, ma nel momento in cui Sherlock prende la decisione di sacrificare se stesso, i due non fanno nulla per impedirglielo, anzi lo assecondano, restando a guardare, inebetiti. Ricordiamo che John è lo stesso uomo che alla fine della seconda stagione piangeva sulla tomba di Sherlock, invocando un miracolo, mentre adesso accetta passivamente la sua decisione. Sui dardi posizionati alla giusta altezza rispetto ai personaggi non mi voglio focalizzare, anche se è comunque una forzatura, che però possiamo accettare.
  11. Viene ricondotta la costante presenza dell’acqua nella vita di Sherlock al trauma subito per Victor. Questo non ha senso perché nessuno ha mai trovato Victor nel pozzo e, quindi, per quale motivo l’acqua avrebbe dovuto traumatizzare Sherlock, se lui non ha mai saputo che Eurus aveva nascosto lì il suo migliore amico?
  12. Perché John, quando viene salvato, si aggrappa alla corda per farsi tirare su, come se non fosse incatenato alle caviglie?

Sulla risoluzione per cui basta abbracciare Eurus per convincerla che da ora sarà considerata e le riunioni di famiglia in cui suonano insieme il violino e si sorridono, dopo che lei gli ha ammazzato il migliore amico, trauma che gli ha rovinato emotivamente la vita e quasi anche John, è meglio non soffermarsi troppo, perché fa incazzare quasi quanto le parole finali di Mary.

Alla luce di questa puntata, inoltre, ci sono cose che non tornano della prima e anche della seconda. Per esempio, perché Amo ha citato Moriarty? O anche per quale motivo tutti conoscevano e ripetevano la storia di Samarra? Perché Eurus ha dovuto anche flirtare con John e spingerlo al tradimento? Se è comprensibile perché si sia avvicinata a Sherlock e perché si sia finta la terapeuta di John, non ha senso invece la questione del flirt. Perché mettere Sherlock sulle tracce di Culverton, che aveva rischiato di ucciderlo e ci sarebbe riuscito, se John non avesse guardato il video di Mary? Perché insinuare il dubbio sul collegamento fra Mary e Moriarty, se alla fine si è risolto in un nulla di fatto e a sto punto perché farla morire? E tantissime altre cose. Vi invito a dare un occhio al nostro articolo con tutte le meravigliose teorie sorte sul web dopo la 4x01, più interessanti, a nostro avviso, di questo season finale.

 

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