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Mom

Quest'oggi Disagio Seriale vuole consigliarvi una comedy, dato che da diverso tempo non ne trattavamo e la scelta è ricaduta su una sitcom che, nonostante stiano passando gli anni e sia giunta a quota 6 stagioni, continua a divertirmi tanto e vi assicuro che non mi accade facilmente con questo genere di serie tv. Per quanto sia affezionata ai vari "The big bang theory", "2broke girls", "How i met your mother", penso si sarebbero dovuti concludere molto prima rispetto al punto in cui sono stati protratti. Ebbene, "Mom" si mantiene fresco, irriverente e sempre divertente: nonostante qualche situazione si possa ciclicamente ripetere, come accade in questo tipo di prodotti, le battute rimangono frizzanti e i venti minuti volano, strappandovi diverse risate.

"Mom" racconta la storia di due generazioni di madri anticonformiste e non esattamente da eleggere a modello, Bonnie Plunkett e sua figlia Christy Plunkett (a sua volta madre di una ragazza adolescente e di un bambino). Entrambe madri single ed entrambe ex alcolizzate e drogate, con un rapporto molto conflittuale tra loro, in cui risiede gran parte della comicità delle serie, ma inevitabilmente legate l'una all'altra, ci aprono le porte della loro vita tra le spassosissime sedute agli alcolisti anonimi, le difficoltà da superare per non ricadere nelle vecchie abitudini e i problemi familiari e della vita quotidiana.

Ma bando alle ciance e vediamo subito per quali motivi dovreste iniziare questa serie tv.

 

 

 1) La serie è ideata da Chuck Lorre

...e si percepisce subito, nel bene e nel male. Lo stile dello sceneggiatore di "The big bang theory", "Dharma&Greg" e "Due uomini e mezzo", tra gli altri, è inconfondibile, sia per il tipo di umorismo, sia per le tematiche adulte trattate, come l'alcolismo, la dipendenza in generale sia dalle droghe, che dal gioco d'azzardo, ad esempio, la gravidanza non desiderata, problemi familiari, sentimentali e persino la morte. La serie riesce a dare spunti di riflessione e affrontare temi non propriamente da comedy, senza retorica e moralismo e continuando a strapparti una risata, anche dopo averti fatto quasi piangere. Se vi piace lo stile di questo sceneggiatore e avete già amato altre serie scritte da lui (anche se su "Due uomini e mezzo" il mio essere femminista ha molto da ridire), penso sia praticamente certo che anche "Mom" vi conquisterà.

 

 

 

2) Il cast

Le due coprotagoniste sono Anna Faris, nota soprattutto per Scary Movie e Allison Janney, che non ha bisogno di presentazioni. Le due ricoprono alla perfezione il ruolo a loro assegnato, hanno dei tempi comici ed una mimica perfetta, nonchè una chimica pazzesca; ormai tendo a dimenticare che non sono davvero madre e figlia, un po' come mi accadeva per Gilmore Girls. Azzeccatissimo anche il cast di tutti i comprimari, soprattutto William Fichtner, che già adoravo odiare in Prison Break.

 

 

3) Bonnie Plunkett

Sebbene mi piaccia molto Christy - e spesso mi identifichi con lei, il personaggio che penso nessuno possa non amare è Bonnie, interpretata da una bravissima Allison Janney. Bonnie è una donna anticonformista, non certo una madre e nonna modello (una mamma che, invece dei biscotti, rischi che ti cucini metanfetamine, almeno prima della disintossicazione), dal facile sarcasmo e con la battuta (scomoda) sempre pronta, che non può non farvi ridere ogni volta che appare sullo schermo e volerle bene, nonostante tutti i suoi errori. Inoltre, sebbene Bonnie finga di non avere un cuore, in realtà compie un percorso di crescita e riscoperta di se stessa, che la porta a riscattarsi pian piano come madre, pur rimanendo sempre fedele al suo carattere, e anche ad essere, incredibimente, una buona amica per le sue compagne di sedute, una degna compagna di vita (non approfondisco per non spoilerarvi) e più altruista con gli altri. Non temete, però, non vi è morale e sentimentalismo nel suo cambiamento, come vi dicevo poc'anzi, Bonnie rimane sempre e comunque la donna anticonformista, scapestrata e irriverente che ci presentano all'inizio.

 

 

 

 

 

 

4) Le amiche di Christy e Bonnie

Una serie non può puntare tutto solo sui suoi protagonisti e "Mom" non lo fa, inserendo nel corso delle stagioni dei personaggi secondari a cui ci affezioniamo e che ci fanno altrettanto ridere: Marjorie e le continue frecciatine con Bonnie, nonché i suoi splendidi nove gatti, Jill che sembra superficiale, ma spesso ci mette di fronte ai momenti più riflessivi della serie e la bizzarra Wendy con i suoi commenti spesso un tantino adorabilmente fuori luogo. Va menzionata, infine, Regina (la fantastica Olivia Spencer), che ci diverte per ben tre stagioni, anche con la sua conversione religiosa.

 

 

 

 

5) Universo femminile non stereotipato

Nei limiti che naturalmente una sitcom, peraltro scritta da Lorre, possa avere, ho trovato l'universo femminile descritto in maniera adeguata, senza stereotipi e moralismo, anche per quanto riguarda la sfera sessuale. Questo è uno show che si focalizza sulla vita di due donne, prima di tutto, poi anche madri e per farlo descrive quelle che possono essere le scelte quotidiane e le difficoltà che ognuna di noi potenzialmente si ritrova ad affrontare. Bonnie e Christy sono due donne che prima di tutto hanno imparato a contare su loro stesse, liberandosi dalla dipendenza da alcool e droghe, che hanno una vita sessuale su cui la serie non emette giudizi (sono donne single che si trovano a frequentare diversi uomini, anche se sono delle madri - sento già persone che gridano allo scandalo). Vene trattata anche la fluidità sessuale, in quanto Bonnie ha una relazione alle spalle con una donna, sebbene io riconosca che la domanda di Christy ("were you gay?") posta alla madre possa generare confusione e porre l'orientamento sessuale come una scelta da annullare solo perché si sta poi esclusivamente con l'altro sesso, ma è uno dei limiti della sceneggiatura di cui parlavo. L'essere madre non è considerata la priorità, nonché l'unico elemento che rende una donna tale e viene affrontata la difficoltà di gestire una gravidanza indesiderata, con ripensamenti e decisioni sorprendenti per una sitcom.

 

  

 

Bonus: come è trattato il tema della dipendenza alcolica

Devo dire che apprezzo molto anche come è trattata quella che è poi la tematica fulcro della serie, ovvero la dipendenza dagli alcolici. Vengono mostrate le difficoltà di affrontare la vita di tutti i giorni che, non ce ne rendiamo conto se non abbiamo un problema di questo tipo, ti tenta continuamente e mette a dura prova una persona che deve gestire la propria dipendenza. Lo show riesce a far comprendere quanto sia facile ricadere in un problema di questo tipo, quanto sia doloroso e lungo il percorso per uscirne e l'importanza degli incontri degli alcolisti anonimi a cui le nostre protagoniste partecipano e in cui conoscono donne come loro, che sanno darsi forza l'un l'altra. Non solo, la serie riesce a fornire un bel quadro anche su chi non ha lo stesso tipo di problema, ma che ama o ha a che fare con persone ex alcolizzate e quanto non sia un percorso altrettanto facile. Non male per una serie comica.

La serie presenta anche delle limitazioni, di cui vi parlavo e alcuni difetti: parliamoci chiaro, i figli di Christy sono abbastanza insopportabili, anche se la storia di Violet offre ottimi spunti di riflessione e, del resto, durante il corso delle stagioni le loro storylines verranno decisamente messe da parte. Vi assicuro, ad ogni modo, che sono elementi che non stonano troppo e che vi permetteranno comunque di godervi la visione di questa ottima sitcom, di cui sento poco parlare e che non potevo esimermi dal consigliarvi!

 

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About me

Appassionata di serie tv di tutti i generi, da quelle di qualità a quelle trash, fin dai tempi pre-Lost in cui ne uscivano relativamente poche ed era possibile seguirle tutte, conducendo al contempo una piena vita sociale. Adesso ha perso molte ore di sonno e parte della sua vita sociale per poter stare al passo - arrancando. Se dovesse scegliere le cinque serie tv a cui è più affezionata, queste sarebbero Lost, Alias, Twin Peaks, Doctor Who e Once upon a time, anche se sta soffrendo per averne lasciate fuori un'altra decina. Prova empatia prevalentemente per personaggi cattivi perché sono caratterizzati meglio, con quelli che maiunagioia e spesso secondari.

Oltre alle serie tv si nutre di film, musica, arte, fotografia, grafica, libri e viaggi.

 

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