Killing Eve è quella serie che non te lo aspetti, ma hai bisogno di vedere. Così come le protagoniste sullo schermo sviluppano una dipendenza l'una dall'altra, a noi spettatori succede nei confronti di questo prodotto, targato BBC America e ideato dalla talentuosa sceneggiatrice Phoebe Waller Bridge. Si tratta di una spy story al femminile, ironica (aspettatevi del sano black humor), grottesca, tragicomica, a tratti inquietante e disturbante, ma ipnotica. La trama ricalca pienamente il genere dello spionaggio alla "Alias": la protagonista, Eve Polastri (Sandra Oh), agente dell'MI5, si mette sulle tracce di una serial killer,  Villanelle (Jodie Comer), la quale è stata assoldata da un'organizzazione privata che si fa chiamare i "Dodici" (la Convenzione vi ricorda niente?) per eliminare alcuni target; tra le due donne, però, si sviluppa ben presto un morboso rapporto di dipendenza reciproca, che tanto ci ricorda quello tra Will e Hannibal dell'omonima serie. La peculiarità dello show risiede nei toni con cui viene narrato, nella caratterizzazione del personaggio di Villanelle e dell'universo femminile in generale e nel rapporto che si instaura tra le due protagoniste.

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