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Un altro anno telefilmico è volto al termine e noi di Disagio Seriale non possiamo farvi mancare la nostra consueta classifica sulle serie che riteniamo più all'altezza del tempo speso a seguirle e recensirle (ormai controllare il timer sulla app di "Tv Show Time" fa quasi paura).

Sicuramente noterete delle assenze; come ogni anno ci piacerebbe avere delle ore extra da dedicare alla visione di assolutamente tutto ciò che esce all'interno del panorama telefilmico - e non saremmo comunque mai in pari - ma purtroppo la vita ci impone qualche limite, per cui, se secondo voi abbiamo tralasciato qualcosa di imperdibile, segnalatecelo nei commenti!

Ogni membro del team di Disagio Seriale ha scelto una o più serie, tra parentesi trovate chi di noi ve le consiglia.

 

10)Gomorra

Non poteva mancare in classifica una serie italiana e abbiamo optato per la terza stagione, appena conclusasi, di una produzione che ci sta molto a cuore, Gomorra. La terza stagione si è mantenuta su un ottimo livello ed è ricca di colpi di scena inimmaginabili, per cui non possiamo fare altro che consigliarvela. Una parte centrale la ha avuta "Sangue Blu", che dona nuova linfa vitale alla saga e promette di essere importante nelle future stagioni, mentre Patrizia assume un ruolo decisamente più prominente e rappresenta il prototipo della mafiosa moderna. Il finale di stagione, poi, è di forte impatto e ricco di emozioni, per cui ci riteniamo pienamente soddisfatte.

(Fede)

gomorra disagio seriale

 

09) 13 Reasons why

Non è perfetta dal punto di vista tecnico, non ci sono particolari guizzi nella regia, ma nonostante questo è senza dubbio, a nostro parere, una di quelle serie che colpiscono come nemmeno dei prodotti che reputiamo capolavori riescono a fare. Questa serie può servire a tutti, a chi è stato ferito e a chi ha fatto del male e siamo davvero liete che siano riusciti a produrre una seconda stagione, nonostante tutti gli impedimenti (sperando si mantenga sullo stesso livello). La serie racconta la storia di Hannah Baker, attraverso sette musicassette da lei registrate, che contengono i tredici motivi per cui la ragazza si è tolta la vita, legati a delle persone che vengono a loro volta tratteggiate episodio per episodio e alle quali i nastri sono rivolti. Non è solo la storia di Hannah Baker, ma anche quella di ognuno di loro e non bisogna mai giudicare nessuno, solo essere pronti ad ascoltare e assorbire tutto ciò che i loro racconti intendono comunicare. QUI la recensione ad opera di Disorder.

(Tutto il team di Disagio Seriale)

 

8) Leftovers

Si è conclusa quest'anno con una terza stagione emozionante e ricca di colpi di scena uno show davvero sottovalutato, che tutti invece dovreste guardare. La serie, creata da Damon Lindelof e Tom Perrotta (scrittore del libro da cui è tratta) narra le vicende della comunità di Mapleton, dove sono scomparsi nel nulla oltre cento abitanti. Ciò non accade solo a Mapleton, ma al 2% della popolazione globale, 140 milioni di persone svanite nel nulla in un solo istante, si pensa a causa del "Rapimento della Chiesa". La serie è ambientata tre anni dopo l'evento. Il finale è stato magistrale, non poteva esserci conclusione diversa o migliore per una serie che ci ha fatto riflettere sul senso della vita, sulla morte, sulla perdita dei propri cari, sulla speranza e ci ha donato una delle storie d'amore più belle di sempre - ma tutti i personaggi sono caratterizzati impeccabilmente. Ci mancherà tantissimo, ma rappresenta l'esempio perfetto di come una serie dovrebbe concludersi. Finale evento di questo 2017.

(Fede)

 

Leftovers Disagio Seriale

 

7) Dark

Serie tv fantascientifica-drammatica tedesca, non si può dire che sia originale, in quanto ci ricorda davvero tanti altri prodotti (Lost, Twin Peaks, The OA, Stranger Things), ma costruita molto bene ed in maniera tale da far presa sul pubblico. La sparizione di alcuni bambini nei pressi di una centrale nucleare in una città tedesca di nome Winden e le conseguenti ricerche, portano alla luce i segreti, i rapporti ed il passato di quattro famiglie che vi abitano: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler e i Tiedemann. Nella cittadina accadono fatti insoliti come la morte di certi animali, prevalentemente gli uccelli, per esplosione dei timpani e le luci funzionano ad intermittenza ovunque in alcuni momenti: tutto ciò non succede per la prima volta, ma pare essere ciclico, poiché già avvenuto 33 anni prima, con la sparizione di un altro ragazzino. Vi consigliamo la visione in binge watching, innanzi tutto perché tanto non potrete staccarvi ed inoltre perché riuscire a ricordare e riconoscere tutti i personaggi è impresa assai ardua (dotatevi dell'albero genealogico tra una puntata e l'altra, ma occhio agli spoiler o vi rovinereste la storia!)

(Disorder e Arianna)

 

 

6) American Gods

Se siete fan di Neil Gaiman di sicuro non vi sarete persi questa serie estremamente eccentrica, esattamente nel suo stile. Inoltre, il creatore è Bryan Fuller (Hannibal e Pushing Daisies) ed il suo stile si nota in diverse occasioni, per cui se siete orfani di Hannibal, per quanto sia tutt'altro genere, potreste darle un' occasione. La serie cresce di puntata in puntata, man mano che comprendiamo realmente di cosa si tratti: uno scontro tra Dei antichi e Dei futuristico-tecnologici nel nostro mondo, apparentemente umani quanto gli umani, disputa in cui viene, più o meno suo malgrado, per quanto, certo, incuriosito, coinvolto il protagonista - e non solo. Detta così, vi assicuro che è una descrizione riduttiva, poiché ciò che accade e come i personaggi si relazionano tra loro sfugge talmente ad una classificazione standard che dovreste solo vederla per comprenderne la logica - del resto, parliamo di Gaiman. Sottotesti significativi non mancheranno ed inoltre la fotografia e certe scelte registiche sono davvero degne di nota, costituisce anche una bellissima esperienza estetica. Correte a recuperarla!

(Disorder)

 

 

 

5) Stranger Things

Per i fratelli Duffer non era certo un'impresa facile tenere il passo della prima stagione di questa acclamatissima serie, che ha conquistato così tanti spettatori per la sua capacità, non solo di rievocare, ma di far rivivere gli anni 80 ai nostalgici e a chi non li ha mai visti con i propri occhi, senza penalizzare il contenuto di ciò che si vuole raccontare. Il rischio era quello di entrare in un loop di autocompiacimento citazionistico, ripetitivo e fine a se stesso, che avrebbe finito per annoiare, non apportando nulla di nuovo alla storia. Fortunatamente così non è stato, anzi la caratterizzazione dei personaggi, le interazioni fra loro e i legami che si sono instaurati (i nuovi e quelli che si consolidano) non hanno cessato di essere fondamentali nelle dinamiche del racconto, anzi si può dire che abbiano assunto addirittura maggior rilievo rispetto alla prima stagione. Questa stagione, giustamente e naturalmente più sentimentale della prima, si focalizza su quei sentimenti che affiorano quando ci si avvicina all'adolescenza, sull'amore, sulle prime gelosie e delusioni, su nuovi irresistibili sodalizi, sulla famiglia e, ovviamente, sempre sulla bellezza dell'amicizia. Il tutto coadiuvato da una solida trama fantascientifica che riprende le fila della prima stagione, evolvendosi. QUI un reasons why sulla seconda stagione.

(Disorder, Fede e Arianna)

 

4) Mindhunter

Se vi interessa la psicologia (ma anche la sociologia), in particolare applicata alla criminologia, alla comprensione delle menti dei serial killer, e amate David Fincher (Fight Club, Seven), che ha prodotto questa serie e diretto alcuni episodi, non dovreste perdervi Mindhunter. La serie è ambientata negli anni 70 e tratta della nascita dello studio sull'analisi del comportamento criminale dei serial killer, attraverso due agenti dell'FBI e una professoressa (Anna Torv, la nostra amata Olivia Dunham di Fringe) che collabora con loro. Il cast, a partire dagli agenti per finire con i serial killer intervistati, rasenta la perfezione (Kemper su tutti), così come la regia, la fotografia e la sceneggiatura, la caratterizzazione dei personaggi. I dialoghi sono scritti magistralmente e vi permetteranno di immergervi completamente nei casi e nelle menti dei serial killer insieme ai nostri agenti. Spesso vi sentirete disturbati dalla naturalezza con cui i criminali descrivono nel dettaglio i loro omicidi, ma nulla è gratuito, poiché, come i nostri protagonisti cercano di far comprendere a chi li ostacola, si deve entrare nella mente di un pazzo per capire come esso pensa e agisce e, quindi, poterlo catturare.

(Disorder)

 

 

3)Big Little Lies

Big Little Lies è una miniserie di sette puntate, creata da David E. Kelley (Ally McBeal), diretta da Jean-Marc Vallée (Dallas Buyer Club) e basata sull'omonimo romanzo di Liane Moriarty, che ha sbancato, insieme ad Handmaid's tale, agli Emmy 2017. I premi sono assolutamente meritati, poiché questa serie, oltre ad essere scritta e messa in scena impeccabilmente, con un cast pazzesco (Nicole Kidman, Laura Dern e Reese Witherspoon), è davvero emblematica del periodo storico in cui stiamo vivendo e può essere d'aiuto a tante donne che la guarderanno. Racconta di tematiche di un certo spessore, come l'abuso fisico e psicologico, la manipolazione, lo stupro, trattate come mai prima d'ora in una serie tv, in modo assolutamente intelligente, realistico e, pertanto, efficace, attraverso le vicende di quattro donne, i loro figli e le persone che gravitano loro intorno. QUI la recensione/reasons why di Disorder.

(Disorder e Neuro Carenze)

 

 

2)Handmaid's tale

Di pari passo con Big Little Lies, trattando praticamente le stesse tematiche, vi consigliamo la visione anche di Handmaid's tale. Vincitrice agli Emmy come miglior serie drammatica ed anche di una valanga di altri premi, si presenta come una serie distopica (ma neanche tanto) di fortissimo impatto, che tratta l'esasperazione del patriarcato in cui la nostra società, purtroppo, prolifica e configura un mondo in cui le donne sono totalmente sottomesse e usate sostanzialmente come incubatrici al fine di procreare (quelle sterili non sono nemmeno considerate tali). Le donne perdono la propria dimensione ed individualità, i propri diritti, la propria identità sessuale. Vi consigliamo assolutamente di guardarla, in lingua ed in binge watching, se non lo avete ancora fatto e ricordate: Nolite te bastardes carborundorum, bitches! QUI la recensione ad opera di Neuro Carenze.

(Neuro Carenze)

 

 

Twin Peaks 

Il primo posto spetta inequivocabilmente alla serie evento di quest'anno. C'è chi la attendeva davvero da 25 anni, chi da un po' meno, ma il ritorno sugli schermi di Twin Peaks non poteva che sconvolgerci tutti, in un modo che non saremmo mai riusciti ad immaginare (a meno che qualcuno non sia nella testa di Lynch). Finalmente il regista ha potuto avere piena libertà sul suo lavoro ed ha messo in scena qualcosa di unico, un lunghissimo film di 18 ore, in cui l'immaginario del regista esplode, sfuggendo da qualsiasi logica telefilmica e regalandoci capolavori come la 3x08. David Lynch ha fatto la storia della televisione, reinventandone il linguaggio e noi siamo orgogliose di aver potuto vivere tutto questo settimana dopo settimana. Non ci resta che chiederci: "Who is the dreamer?" - no, in realtà ci sono un sacco di aspetti su cui ci interrogheremo per sempre, in attesa di una quarta stagione che potrebbe non arrivare mai.

(Disorder e Arianna)

 

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