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Questo è stato un anno davvero prolifico per quanto riguarda le serie tv. Sono diverse le nuove uscite che hanno saputo conquistarci pienamente o addirittura sorprenderci come non accadeva da tempo nel panorama telefilmico. A queste, vanno sommate anche le serie tv che già consideravamo degne di nota ed hanno saputo riconfermarsi tali con le nuove stagioni andate in onda. Chiaramente, in ogni classifica che si rispetti, per quanto il più oggettiva possibile, rientra una dose di gusto personale e, sicuramente, noterete delle assenze, giustificate solo dal fatto che per questioni di tempo non abbiamo potuto visionare tutto il materiale disponibile (siamo umane anche noi).

Eccovi, dunque, la nostra classifica personale delle migliori serie tv del 2016, che dovreste assolutamente recuperare, se non le avete ancora viste.

 

10) This is us

Narra la storia di un gruppo di persone che, apparentemente, hanno in comune solo la data di nascita, ma le cui vite si intrecciano fra loro: una famiglia media americana formata da Jack (Milo Ventimiglia), sua moglie Rebecca (Mandy Moore) e i loro tre figli; Randall, un uomo che si mette alla ricerca del suo padre biologico, dal quale è stato abbandonato; Kevin, un attore insoddisfatto dalla propria vita superficiale e la sorella Kate, una donna obesa, che tenta di risolvere i propri problemi alimentari. La trama non presenta certo niente di innovativo, affronta problemi quotidiani e tematiche ricorrenti, ma il modo in cui viene raccontata non potrà che scaldare anche i cuori di pietra. I personaggi, poi, sono in grado di creare una tale empatia col pubblico che sarà impossibile non piangere.

Consigliata ai più duri e imperturbabili, vediamo se riuscirà a farvi sciogliere.

Qui trovate la nostra "reasons why" con i motivi per cui vederla.

 

9) The Young Pope

Lenny (un meraviglioso Jude Law) è divenuto Papa da giovanissimo, grazie alla sua abilità nel celare agli altri ciò che pensa realmente; in realtà, infatti, è una figura molto controversa, segnata dall'abbandono dei suoi genitori e in rapporto conflittuale con la fede stessa e con Dio. Chi pensava di poterlo controllare, vista la sua giovane età, si troverà a fare i conti con un uomo molto più manipolatore di chiunque altro. Sorrentino porta il linguaggio cinematografico all'interno del mondo seriale e lo fa muovendosi su un terreno insidioso, dimostrando ancora una volta il suo coraggio ed il suo genio.

Consigliata agli amanti del regista in questione, ma anche a chi di solito non lo apprezza, potreste rimanere stupiti. E, soprattutto, dovrebbe guardarla chi crede fermamente, senza porsi mai delle domande.

La nostra "reasons why" con i motivi per cui vedere questa serie la trovate qui.

 

8) The Crown

Un prodotto che non può mancare nel repertorio degli amanti delle serie tv a tema storico e non solo. Viene narrata l’ascesa della regina Elisabetta II, attraverso le difficoltà che ha dovuto affrontare in un mondo dominato dal potere maschile, esplorando il complicato rapporto col marito Filippo (il nostro amato Matt Smith, undicesimo Dottore) e con il suo primo ministro Churchill (un brillantissimo John Lithgow). Il cast è azzeccatissimo, l’accuratezza storica (a volte anche a discapito del ritmo) compiacerà gli spettatori più attenti e la sceneggiatura e la regia ne connotano la qualità.

Consigliata agli amanti delle serie sui personaggi storici ed a coloro che non ricercano un ritmo sfrenato nella narrazione.

 

7) Game of thrones

La sesta stagione della serie più amata dei giorni nostri, che non necessita presentazioni, è stata, a nostro avviso, la più bella in assoluto (seguono la terza, la seconda e la quarta). I nodi sono venuti al pettine, personaggi che non avevano ormai nulla da perdere hanno scoperto tutte le proprie carte, altri, finalmente, hanno aperto gli occhi, qualcuno ha preso in mano le redini della situazione, sono state sancite nuove alleanze e poste le basi per quelle che verranno nelle ultime due stagioni, ci sono state reunion che ci hanno commosso ed esaltato e, come di consueto, perdite che hanno spezzato i nostri cuori.

Episodi consigliati: 6x10, "The Winds of Winter", 6x09, "Battle of Bastards" e 6x05, "The Door"".

Disagio seriale ha seguito la sesta stagione episodio per episodio. Trovate tutte le recensioni qui.

 

6) Black mirror

La terza stagione di Black Mirror, pur sembrandoci lievemente inferiore alle precedenti, si è mantenuta su un piano molto alto, rimanendo in grado di regalare non pochi spunti di riflessione. O, semplicemente, si è avvalsa di un linguaggio in parte diverso. Il focus è sempre sul progresso tecnologico invasivo e sull'assuefazione ad esso, presentando un futuro distopico, ma non così lontano da ciò che potrebbe realmente accadere.

Episodi consigliati: 3x04, “San Junipero” (l’episodio più bello in assoluto e in un certo senso meno Black Mirror, paradossalmente, ma in realtà dipende dalla chiave di lettura che se ne vuol dare) e 3x03, “Shut up and dance”.

A breve pubblicheremo la nostra recensione della terza stagione.

 

5) BoJack Horseman

Ok, non si tratta esattamente di una serie, ma BoJack Horseman è uno dei migliori show televisivi mai prodotti, a furor di popolo e della critica, per cui la terza stagione, all’altezza, se non migliore delle precedenti, non poteva mancare nella nostra classifica. Per chi non la conoscesse, questa serie animata mette in scena le vicende di BoJack, uomo-cavallo e attore fallito, con la sua condotta autodistruttiva, all’interno di un mondo in cui gli uomini convivono con animali, che mantengono le loro caratteristiche peculiari integrate nella loro umanizzazione. Il tutto è condito da un umorismo, di tanto in tanto squisitamente demenziale, ma il più delle volte amaramente tagliente e spietato, adottato anche nel trattare le tematiche più delicate, che rende la serie estremamente cruda e realistica. Non mancano, poi, citazioni o riferimenti cinefili, seriali ed allo star system di Hollywoo(d), con tutte le sue dinamiche interne. Nella terza serie, BoJack raggiunge definitivamente un punto di non ritorno, rendendosi complice del tragico atto finale; il suo percorso è coerente all’impossibilità di una redenzione, perché non realmente voluta e perché immeritata. Vengono, inoltre, trattate brillantemente tematiche delicate come quella dell’aborto, dell’orientamento sessuale, la realizzazione e il fallimento professionale e sentimentale, con un occhio di riguardo maggiore verso i personaggi secondari.

Episodi consigliati: la 3x04 (puntata magistrale, muta, tutta ambientata in un mondo sott’acqua, che trova la sua forma di comunicazione senza bisogno di servirsi delle parole) e la 3x06, quella sull’aborto.

 

4) The Night of

Serie noir della HBO, passata un po’ in sordina da noi per la rilevanza mediatica che ha avuto Stranger Things questa estate, invece è stata capace di conquistarci e farsi divorare anch’essa in tempi brevissimi. Segue le vicende di Naz, universitario pakistano nel Queens, che dopo aver preso in prestito il taxi del padre per recarsi ad una festa ed essersi perso, carica una ragazza con cui passa la notte, tra droga, alcol, strani giochi e sesso. Il giorno dopo, svegliandosi senza ricordi e trovandola morta, Naz scappa, ma viene fermato per un caso fortuito dalla polizia e inchiodato da prove schiaccianti per l’omicidio della donna, così, si vede costretto ad affidarsi ad un avvocato caduto in disgrazia, John Stone, per la sua difesa. “The Night of” è una storia di oppressioni, di ingiustizie, di discriminazioni che emergono puntata dopo puntata durante l’estenuante processo e del profondo cambiamento che una situazione del genere può mettere in moto per sopravvivere alla vita in carcere. I personaggi sono delineati accuratamente, specialmente l’avvocato John Stone, interpretato da un grandissimo John Turturro, oltre al protagonista. Bellissime anche le atmosfere cupe e la fotografia che le esalta.

Consigliata agli appassionati del genere crime e non solo.

 

3) Stranger Things

Stranger Things è l’ennesima perla di Netflix, diventata di culto in pochissimi giorni. Una notte un ragazzino sparisce nel nulla dopo aver avvistato una sorta di “mostro” e vengono narrate le vicende del disperato tentativo di ritrovarlo da parte del restante gruppo dei suoi (adorabili) amici, a cui si aggiunge una misteriosa ragazzina (la rivelazione Millie Brown) in fuga e dotata di poteri telecinetici e da parte del fratello e della madre (Winona Ryder), che riesce in qualche modo a mettersi in contatto con il figlio, aiutata anche dallo sceriffo del posto. Una serie ultra-citazionista e nostalgica, che sembra essere uscita realmente direttamente dagli anni ’80, grazie all’ottimo lavoro di regia, costumi e trucco e ad un uso sapiente della giusta colonna sonora (originale e non). Una serie che esalta il valore dell'amicizia in quell'accezione genuina e leale che solo i bambini (e pochissimi adulti) sono in grado di provare.

Consigliata a chi ha amato gli anni ’80 sia perché li ha vissuti, sia perché avrebbe voluto, ai fan di Stephen King e di tutto il filone fantascientifico dei film degli anni '80 e a chi crede nell'amicizia leale e autentica.

Qui trovate la nostra "reasons why" con i motivi per cui dovreste vederla.

 

2) Westworld

Era dai tempi di Lost che i fan di una serie non si riunivano su internet per elaborare teorie e congetture ed è proprio quello che sta avvenendo, di nuovo, con Westworld, che ha superato addirittura "Game of Thrones" in termini di ascolti. Westworld è un parco a tema western, interamente popolato da androidi, in cui danarosi visitatori possono interagire con scenario e personaggi che ogni giorno cambiano ruolo, sfogando le proprie pulsioni e senza temere le conseguenze, se non fosse che fin dalla prima puntata qualcosa inizia a cambiare, quando, per rendere gli androidi più realistici e umani, viene inserita in loro una sorta di “ricordanza” degli eventi passati. Una serie senza dubbio geniale, che vi terrà incollati agli schermi con i suoi numerosi colpi di scena, scritta da Jonathan Nolan e la moglie, Lisa Joy, basandosi sul film omonimo del ’73, prodotta da J. J. Abrams e che vanta un cast davvero notevole.

Consigliata agli amanti della fantascienza (ma assolutamente non solo), a chi apprezza trame intricate e ama arrovellarsi il cervello su ciò che sta vedendo.

 

1) The oa

The OA è la più grande scommessa (per noi assolutamente vincente) di Netflix, senza alcun dubbio la serie dell’anno. Descriverne la trama ne farebbe perdere parte della magia, posso solo dirvi che, ad un livello molto superficiale ed esterno, segue le vicende di Prairie (la OA), tornata a casa dopo essere scomparsa per sette anni e con il dono della vista riacquistato; la donna decide di non raccontare nulla di ciò che le è successo, se non a cinque prescelti, accomunati dall’essere persone problematiche, emarginate e sensibili, che lei recluta per una missione ben precisa. La vera storia, però, risiede nel racconto di lei, in cui la vita e la morte si corteggiano costantemente e l’elemento fantascientifico si fonde con la poesia e con la fragilità umana. Il finale, poi, ha un impatto emotivo tale che vi dilanierà, tant’è che quasi vorremmo che una seconda stagione non ci fosse. Curatissima anche a livello di regia e fotografia.

Consigliata a tutti, chiunque dovrebbe vederla, anche se non è una serie per tutti. In particolare la segnalerei agli amanti della fantascienza intimista e alle persone sensibili.

Qui trovate la nostra recensione del pilot.

 

Una menzione d'onore va a Vinyl, che, purtroppo, è stata cancellata.

 

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