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Cosa accade quando ti hanno portato via tutto, quando ti hanno calpestato, umiliato e non hai più niente da perdere? Questo è il fulcro di quella che possiamo tranquillamente definire la puntata scritta e girata meglio in sei stagioni di Game of Thrones (francamente prevediamo verrà premiata) e noi non siamo solite dirlo per ogni episodio.

Andiamo con ordine e partiamo proprio da Cersei ed i primi venticinque minuti dedicati alla sua storyline (che sono sembrati dieci): la novella regina è sempre stata un personaggio negativo, controverso e poco apprezzato, ma che non aveva mai realmente abbracciato la crudeltà fino in fondo perché non avrebbe mai messo in pericolo i suoi figli. In lei è sempre rimasto molto forte quell’unico tipo di sentimento che era in grado di provare e che non l’aveva mai tradita, ma che è stato completamente spazzato via nell’attimo in cui si è resa conto di aver perso Tommen, già qualche puntata fa. Certo, ha protetto il sangue del suo sangue fino all’ultimo, impedendo al re di lasciare le sue stanze mentre il tempio bruciava con all’interno i passeri e i Tyrell, ma era un ultimo atto d’amore, un gesto disperato che a nulla è valso, anzi la vendetta di Cersei è stata proprio la rovina di suo figlio. Non è corretto affermare che non fosse distrutta alla vista del corpo esanime del figlio: in quel momento ha toccato il fondo, ha accettato la propria meschinità (basti ripensare all’idea che Cersei ha di se stessa, esposta in quel bellissimo dialogo con Jaime ad inizio stagione, quando scopre la morte di Myrcella), si è annullata perché ormai di lei resta un involucro vuoto che può aggrapparsi soltanto al potere, l’unico strumento con cui è in grado di relazionarsi al mondo spietato che l’ha sempre circondata. Emblematica di questa frattura l’espressione che Lena (datele un premio, vi prego) si cuce sul volto nel momento dell’incoronazione: quando vede il tempio bruciare, Cersei si concede un ultimo sorriso beffardo, ma dopo la morte del figlio non c’ è più spazio per compiacersi; è ufficialmente la regina, non deve più tirare le fila da dietro le quinte, ma è una regina stanca, vuota e tendenzialmente folle. A tal proposito, significativo anche lo sguardo che si lanciano i due Lannister, sul cui destino io (Disorder) ho una teoria e ci tornerò a fine recensione, ma diciamo che non li ho mai percepiti più lontani di così.

 

Riguardo alla scena in sé dell’Alto fuoco occorre sottolineare quanto registicamente sia stata costruita benissimo: sapevamo tutti che sarebbe accaduto e sono stati in grado di creare il giusto livello di tensione tra Cersei, in attesa, che si pregusta il momento guardando fuori dalla finestra, Margaery che intuisce cosa sta per accadere, l’Alto Passero arroccato nelle sue posizioni e quel disperato tentativo di Lancel, che strisciando, come ha fatto per tutta la sua vita, tenta di cambiare la sorte ormai scritta del Credo. Addio Lancel, ti preferivamo quando servivi il vino (occorre sempre ribadirlo). Per non parlare del Gran Maestro Pycelle, il vecchio che lascia il posto al nuovo, l’anziano corrotto che viene ucciso dai bambini, che sono sempre stati usati e che dovrebbero essere il simbolo per eccellenza dell’innocenza, ma che ad Approdo del Re non ha ragione, né modo di esistere. Anzi, l’uso dei bambini per avviare la carneficina rende il tutto ancor più crudo e spietato. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora altisonante, che ad onor del vero non avrei usato proprio per praticamente tutto l'arco di Approdo del Re, ma che dava sicuramente il suo contributo alla tensione creatasi. L’Alto Passero muore fra le fiamme di una sorta di rogo che ritengo obbedisca ad una legge del contrappasso e agisca a livello metaforico (ricordiamo anche la scena di Daenerys che brucia i Dothraki ed esce avvolta dalle fiamme come fosse una strega, sempre a proposito di roghi e metafore).

 

A questo si lega il discorso più onesto mai fatto da Cersei quando si rivolge alla septa Unella, monologo che si fa portavoce di una scelta autoriale ben precisa nei confronti del clero, che ritengo davvero coraggiosa. Non è un mistero che il Credo dei passeri ricordi molto da vicino l’istituzione cattolica, con la sua espiazione dei peccati, il pentimento ed il perdono. Cersei pretende una confessione che si ammanta dello stesso tasso di vergogna previsto per i suoi peccati: non c’è niente di più lontano dalla fede, da quel sentimento di umana pietas che un credente dovrebbe provare, di quell’infimo e infido piacere provato dalla septa nel punire chi il Credo ritiene sbagliato; di quel senso di superiorità, di certezza – del tutto arbitraria, ma anche se non lo fosse non cambierebbe niente – di trovarsi nel giusto e, facendosi scudo con essa, martoriare il peccatore. E questo non rende le azioni delle due donne poi così diverse. Infine Cersei le presenta la Montagna come se fosse al cospetto del suo Dio, che la punisce (state tranquilli, non l'ha violentata, le avrà usato lo stesso tipo di violenza adottato dalla septa) per il peccato commesso (la tortura e l’umiliazione di Cersei), proprio come lei aveva fatto con la regina.

Spiace per i due Tyrell: se sul futuro di Loras eravamo praticamente certe, ci ha stupite la morte di Margaery, che aveva ancora qualcosa da dire e io avevo passato la settimana a chiedermi come si sarebbe salvata - ipotizzavo grazie a Tommen. E un po’ dispiace anche per quest’ultimo, vittima del sistema, ma decisamente inadatto a regnare. La sua uscita di scena è stata silenziosamente assordante, la disperazione inespressa era palpabile.

 

A proposito di Lannister, breve parentesi comica per stemperare la tensione: vogliamo parlare del siparietto alla "how I met your mother" con Jaime in stile Barney che chiede "voi lo conoscete Bronn?" alle due tipe "not blonde enough"? Sicuramente la frase di Bronn poteva riferirsi sia a Cersei, che a Brienne, ma ormai dopo la 6x08 Bronn è un official shipper degli Oathkeeper, quindi...

 

 

Sul minutaggio inutile dedicato a Sam preferiamo non esprimerci troppo. Per fortuna a questo giro è durato molto poco e attendiamo i tempi in cui questo personaggio diverrà finalmente una pedina importante nel gioco (ricordiamoci che ha una certa spada). Però quanto era bella la biblioteca?

memedisagioserialegot

Ritorna sullo schermo anche la storyline che ha meno convinto i fan: Dorne. Come avevamo previsto si è delineata un’alleanza tra le serpi, Olenna sempre più badass nonostante il lutto, che mette tutte a tacere e Varys (sempre plausi all’attore perché ogni volta che parla mette i brividi e poi cita "fire and blood") contro i Lannister e, dato che sul finire della puntata vediamo navi di Dorne tra la flotta di Daenerys, al fianco di quest’ultima, che a questo punto ci pare davvero la più avvantaggiata.

In questa puntata anche il tanto atteso confronto fra Davos e Melisandre è finalmente giunto; onestamente ci aspettavamo un po’ più di pathos e la dipartita di quest’ultima, invece Jon mostra clemenza e la spedisce da sola a vagare verso il Sud, con un ordine restrittivo di parecchi km da Winterfell. La rivedremo mai? Davos arrabbiato, che ricorda quanto bene volesse a Shireen ci ha commosse, come sempre.

Winter is here. Non ci sono parole adeguate per descrivere quanto sia stato commovente lo scambio di battute tra i due Stark (“you are a Stark to me”) che si sono ripresi il Nord ed il bacio di Jon alla sorellastra cugina. Jon che a sua volta si emoziona sempre quando ricorda il padre. Tutto il suo sentimento di inadeguatezza quando si trova ad essere acclamato come Re del Nord - grazie anche al discorso di Lyanna badass Mormont - ruolo che nemmeno vorrebbe ricoprire e lascerebbe volentieri alla sorella cugina, che diciamocelo, se lo meriterebbe di più, dato che senza di lei sarebbero tutti morti. Questo e l’essere un bastardo, onta che Jon avrà forse ancora per poco, sono gli elementi su cui gioca Petyr per creare dubbi in Sansa e manipolarla. Speriamo soltanto che ora che ci ha conquistate e ci siamo ricredute su di lei, non ci tradisca (noi e Jon), anche perché, purtroppo, è evidente che Ditocorto eserciti su di lei un certo fascino. E c’è da dire che sono convinta che anche Petyr sia fortemente invaghito della bella Stark, perché in lei proietta il suo amore mai dimenticato e superato per Catelyn; ma gli uomini come lui sono sempre innamorati più del potere e di loro stessi rispetto a qualsiasi altra cosa e non ne uscirebbe niente di buono da una unione fra i due.

Sempre a proposito di Jon, finalmente la Tower of Joy ci regala LA JOY definitiva: come chiunque aveva previsto (mia mamma l’aveva capito dalla seconda puntata della prima stagione, ve lo giuro) Lyanna era incinta di Jon ed anche se viene sussurrato e non lo sentiamo, né noi né Bran, il padre è sicuramente Rhaegar Targaryen. La scena è abbastanza veloce e non ha niente di epico, per questo leggevo alcune persone deluse, ma del resto non c’era niente di più da mostrare rispetto a quello che ci hanno dato. Anzi è stato molto bello il montaggio tra il volto di Jon neonato e Jon adulto. La conseguenza più immediata di tutto ciò è che ci sarà a breve l’ennesima reunion tra Stark, sicuramente troveranno Bran e lui farà la confessione al cugino.

"Promise me, Ned"

 

Altra scena che ha provocato un godimento senza eguali: la vendetta di Arya. Innanzi tutto c’è da sottolineare come sia avvenuto quanto avevamo scritto due recensioni fa: la ragazza ha a tutti gli effetti completato il suo addestramento, possiede la capacità di rubare i volti come se fosse No One, ma essendo rimasta di fatto Arya Stark, come ci tiene subito a precisare a Walder Frey. A quest’ultimo vengono dati in pasto i suoi stessi figli, proprio come nella storia del ratto bianco che viene raccontata da Bran durante la terza stagione, riguardo a quell’uomo che viene punito per la sua inospitalità. Proprio da quella stagione stavamo aspettando questo momento, anche chi, come noi, non apprezzava né Robb, né consorte e Lady Catelyn. Ennesima gioia per gli Stark e stiamo iniziando a pensare che il caro Martin li abbia voluti far soffrire per anni e anni solo per poi fargli avere una rivalsa senza precedenti. Un po’ come dovrebbe essere la vita, questo ci dona speranza #JesuisStark (che non è nemmeno la mia casata preferita, ma ormai mi sta piacendo tantissimo).

 

Infine veniamo a Daenerys. Onestamente non abbiamo provato la minima empatia per Daario, anzi abbiamo goduto che lo sbruffone sia stato lasciato a Meereen. Jorah da qualche parte sta sommessamente festeggiando. Triste e lievemente preoccupante che Dany confessi di non aver provato nulla nel dire addio ad una persona che la ama, ma credo che sia dovuto al fatto che, per quanto tenesse a lui, non lo ricambiasse e che il suo obiettivo più grande sia quello di regnare. Jorah da qualche parte sta sommessamente festeggiando. La madre dei draghi parla anche di matrimoni a caso per le alleanze e su questo torno nelle congetture a fine recensione. Jorah da qualche parte ha smesso di esultare. Il dialogo tra la Khaleesi e Tyrion è stato di un’onestà disarmante e ci ha spezzato il cuore l’espressione di quest’ultimo nel vedere la fiducia della donna riposta nei suoi confronti a tal punto da eleggerlo suo consigliere. La puntata si conclude, poi, con la flotta + i draghi che finalmente si dirigono alla conquista dei sette regni. Non ci crediamo, dopo sei anni sta succedendo realmente.

Questa stagione si conclude senza cliffhanger, ma anzi chiudendo tutti gli archi narrativi e ponendo le basi per ciò che verrà. Nonostante l’assenza di colpi di scena, non riesco ad immaginare come faremo ad attendere un anno.

 

Aspettative e congetture per le prossime stagioni:

- Potrebbe essere Jaime ad uccidere Cersei. Ormai a quest’ultima non è rimasto niente, nemmeno l’amore del fratello la può salvare perché non si tratta realmente di un tipo di sentimento genuino e perché ormai anche lui non la perdonerà. Si sono legati morbosamente l’uno all’altra perché incastrati, Jaime dalla concezione che ha di se stesso e per come è visto da tutti, tranne che da lei (prima che arrivasse Brienne, Tyrion escluso, ma è diverso) e Cersei perché costantemente tradita e umiliata, malvista da chiunque, tranne che da lui. Sarebbe tragico e narrativamente efficace se si liberassero in questo modo l’uno dall’altra e rispecchierebbe la profezia che vede la regina uccisa da un fratello minore. Anche se c’è sempre Arya che è in vena di ottenere la sua vendetta, del resto.

- Daenerys e Cersei si scontreranno e avrà la meglio la prima, sempre in linea con la profezia che vede Cersei sconfitta da una regina più giovane. Ma non sarà Dany ad ucciderla.

- Tutti gli Stark si rivedranno ed io piangerò per Jon e Arya di nuovo insieme.

- Daenerys potrebbe sposarsi con Jon Snow, del resto i Targaryen si sposano tra loro, ma onestamente spero di no e non li vedrei per niente bene insieme.

- Lady Stoneheart non ci sarà.

- Dove sono gli estranei? Quando arrivano?

 

Siamo giunte al termine della recensione e dell'appuntamento settimanale con Game of Thrones, anche se continueremo a parlarne, fare congetture, scrivere articoli sui momenti più belli, emozionanti e terremo rubriche sui personaggi per intrattenervi fino al prossimo anno.

Ringrazio Fiaba per aver visto tutte le puntate insieme a me ed avermi sorretta, se no sarei annegata nei feels e la mia collega Fede per arricchire ogni recensione col suo imprescindibile punto di vista.

 

VOTO PUNTATA 5 su 5 CON LODE

VOTO STAGIONE 5 su 5 

 

Disorder & FedeIncas

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