header

Follow Us

header2

Dopo una puntata di transizione, comunque parecchio bella, Game of Thrones torna a non darci tregua in questa 6x07, ricca di spunti interessanti.

 

La puntata parte subito in medias res, facendoci dubitare per quella manciata di minuti di avere perso un pezzo di episodio e la sigla iniziale, fin quando riappare sullo schermo un graditissimo personaggio - noi lo adoriamo - che ci avevano fatto credere morto, Sandor Clegane. E finalmente arriva anche la sigla per farci metabolizzare ciò che abbiamo appena visto. Sarà che non siamo ancora in pari con i libri - lo ammettiamo - sarà che ci teniamo abbastanza lontane dagli spoiler, ma per noi è stato veramente inaspettato (anche se la nostra Fede in cuor suo sapeva che era ancora vivo da qualche parte). La location bucolica e pacifica sembra illuderci riguardo un possibile percorso di redenzione, già iniziato dal Mastino nel corso del suo peregrinare con Arya e sono particolarmente interessanti i dialoghi tra quest'ultimo ed il capo della comunità in cui lo ritroviamo, se non fosse che vengono tutti uccisi dalla fratellanza senza vessilli, eccetto Sandor che si era allontanato e che, a fine puntata, riprende in mano l’ascia con intenti ben diversi da quelli di spaccare la legna. E, dobbiamo dire, noi ne siamo felici perché il Mastino ci piace così: lui è uno di quei personaggi che hanno tutte le motivazioni per essere diventati ciò che sono. Ci domandiamo se le motivazioni a monte di questa strage siano prettamente religiose o ci sia sotto qualcosa di più grande, visto che non si tratta del consueto modo di agire della Fratellanza.

 

 

E a proposito di culti che mal sopportiamo, anche questa settimana non ci hanno risparmiato la viscida visione dell’Alto Passero, confermandoci, però, anche che le nostre previsioni su Margaery erano fondate. L’abbiamo trovata molto convincente, tant’è che addirittura Olenna ci era pienamente cascata, se non fosse stato per quel foglio di carta che la nipote le ha messo furtivamente in mano, raffigurante il fiore simbolo della loro casata. Scena pazzesca, che ci ha ricordato tremendamente Fringe ed il tulipano bianco.

 

 

 

 

Parlando di Olenna, ameremo sempre quella donna, che, ricordiamolo, dobbiamo ringraziare a vita per averci liberato da Joffrey, ma il suo accanimento nei confronti di Cersei sta iniziando ad irritarci, visto che quest’ultima è da diverso tempo disposta a sotterrare l’ascia di guerra per poter sconfiggere il nemico comune. Adesso la Lannister è sola, con soltanto la Montagna a difenderla e noi ne temiamo le conseguenze.

Ottima caratterizzazione quella del Pesce Nero, che dimostra di essere veramente combattivo e spietato, a tal punto da infischiarsene delle sorti di Edmure, anche se, certamente, i Frey non avevano alcuna credibilità. Un po’ come quando noi minacciamo di smettere di vedere una serie che sconfina nel trash, ma è chiaro che non ne abbiamo realmente la volontà per farlo, ma questa è un’altra storia. All’assedio di Delta delle Acque si aggiunge finalmente anche Jaime, che prende in mano la situazione (scusate l’infelice scelta del termine visto di chi stiamo parlando) insieme a Bronn (bellissimo rivederli insieme), in tempi rapidi fin quando si tratta di fronteggiare i Frey, ma viene messo facilmente in riga dal Pesce Nero, il quale fa leva su nervi scoperti e vecchie ferite del bel Lannister. Considerando che anche Brienne sta arrivando in loco, la situazione si fa molto interessante, in tutti i sensi.

Altro personaggio che ci ha parecchio esaltate è Lady Mormont, che dovrebbe dare lezioni su come si regna a quel tontolone di Tommen. Forse un tantino antipatica, ma sa decisamente il fatto suo. Già che siamo in argomento, in questo frangente la nostra Disorder ci tiene a sottolineare quanto Davos sia il personaggio più di cuore ed empatico della serie, sempre in grado di trovare le parole giuste per fare breccia nelle persone ed esprimere esattamente quello che pensiamo anche noi. Tra l'altro ci è riaffiorato il ricordo di Shireen e siamo state anche un po' male.

 

 

 

Jon Snow e Sansa in veste di pseudo testimoni di Geova (scusate il paragone) si recano di porta in porta a chiedere l’alleanza di vecchie casate fedeli agli Stark, dimostrando tutta la loro inesperienza. Diciamo che devono ancora imparare come si ottengono rispetto e fiducia e senza Davos sarebbero stati spacciati. E diciamo anche che Lord Glover non aveva tutti i torti su Robb ed è legittimo non essere troppo propensi ora ad appoggiare nuovamente gli Stark. Anche perché Jon ci sembra ancora un po' troppo spento e come se non credesse realmente in ciò che sta facendo. Forse il vero problema è che è un personaggio troppo buono per le logiche della guerra. Sansa ci piace quando ricorda con fierezza di essere una Stark, ma pecca ancora di ingenuità fidandosi di Ditocorto (perché crediamo proprio che quella lettera sia rivolta a lui).

 

 

Theon si candida a prendere il posto di re del mainagioia, rimasto vacante dopo la svolta di Jorah di qualche puntata fa. Non è stato bello vedere tutti divertirsi intorno a lui, ma lo sguardo che fa quando, grazie all’appoggio di sua sorella, capisce che deve e vuole tornare forte come un tempo ci ha colpite, un plauso all’attore. Yara sempre più forte e decisa, ci sta convincendo nettamente e adoriamo che ci siano personaggi bisessuali, dopo la dipartita del mai dimenticato Oberyn. Oltre a mettere in luce queste dinamiche fra fratelli, la scena ci permette di scoprire le reali intenzioni dei due Greyjoy: anticipare lo zio ed allearsi con Dany.

 

 

 

E per finire l’altra scena che ci ha sconvolte: Arya che rischia la morte. Mentre il Mastino ritorna sugli schermi, Arya rischia grosso (apprezzabile che siano ancora in qualche modo legati). Sicuramente, vogliamo sperare, non ci lascerà perché il suo personaggio ha ancora tanto da dare e perché, per fortuna, la valletta di Jaquen ha disobbedito agli ordini di eliminarla senza farla soffrire e quindi l’ha lasciata in vita, nonostante l’abbia colpita in punti abbastanza critici. Sicuramente la piccola Stark si è dimostrata un po’ ingenua o troppo sicura di sé, andando in giro senza travestirsi o nascondersi alla luce del giorno, ma speriamo che non ne paghi troppo le conseguenze. La scena in cui cammina ferita e spaventata in mezzo alla gente incurante, tra cui potrebbe nascondersi la sua assassina con un altro volto, riesce a restituire perfettamente le sensazioni provate da Arya anche a noi spettatori.

E voi cosa ne pensate? Vi è piaciuta la puntata?

 

VOTO 4 su 5

 

Disorder & FedeIncas

 

Seguiteci anche sui social per rimanere sempre informati!

Follow Us

 

Per essere sempre informati su Game of Thrones passate dalla nostra pagina amica:

Game of Thrones - ITALIA

 


Articoli Recenti

Dopo la poetica "The OA", Netflix osa di nuovo con questa serie sperimentale, scritta da Patrick...
Killing Eve è quella serie che non te lo aspetti, ma hai bisogno di vedere. Così come le...
Quest'oggi Disagio Seriale vuole consigliarvi una comedy, dato che da diverso tempo non ne...
Il 6 Novembre è stato proclamato Stranger Things Day, in occasione della scomparsa di Will Byers,...
Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica, utilissima per l'estate, dal nome "Serial - kit di...
Template Settings

Color

For each color, the params below will give default values
Blue Red Oranges Green Purple Pink

Body

Background Color
Text Color

Header

Background Color

Footer

Select menu
Google Font
Body Font-size
Body Font-family
Direction