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Questa puntata è stata un vero colpo al cuore. Anche i più impassibili fra voi non avranno potuto fare a meno di commuoversi. Analizziamo come sempre passo per passo quello che è successo.

La puntata è diretta da Jack Bender (Lost, Alias, Carnivale) e questo è già un ottimo punto di partenza. Si apre con un'altra reunion che in tanti aspettavamo, quella tra Sansa e Petyr. La nostra nuova eroina preferita affronta duramente l'uomo che l'ha tradita e lasciata in balia di Ramsay, costringendosi ancora una volta a ricordare ciò che ha dovuto subire. Sansa è molto forte ed irremovibile, però, alla fine, dimostra di fidarsi ancora delle parole di Petyr riguardo all'esercito del Pesce Nero, forse suo malgrado e correndo sicuramente un grande rischio, del quale, infatti, non mette a conoscenza Jon, evitando di svelare la sua vera fonte. Sansa ti prego non deluderci. Petyr è il classico personaggio doppiogiochista che con la sua dialettica riesce sempre a salvarsi da ogni situazione, ma dobbiamo ammettere che siamo contente di averlo rivisto nelle ultime puntate, o quanto meno la nostra Disorder un po' ne subisce il fascino.

Il duo Sansa - Brienne è meraviglioso. La nostra guerriera preferita non la perde di vista un attimo, intendendo onorare pienamente il suo giuramento, come era prevedibile. Le occhiate di Tormund a Brienne preferiamo continuare ad ignorarle, facendovi notare, fra l'altro, che lei non si fida di lui. Tormund 0 - Jaime 1. Vi ricordiamo che siamo #teamOathkeeper e, se ve lo siete persi, vi spieghiamo il perché qui. Brienne, fra l'altro, ci regala anche una descrizione di Jon, breve ma perfettamente calzante. Solo noi abbiamo notato come, soprattutto in questa stagione, abbiano inserito alcune battute autoironiche sui personaggi, forse un po' fan service e adatte a diventare meme, ma comunque simpatiche?

 

Le scene tra Sansa e Jon sono sempre molto tenere e significative. Anche stavolta una lacrima ci è scesa quando Sansa regala al suo fratellastro il mantello che ha creato per lui, prendendo a modello quello di loro padre - "as near as I can remember" - rievocandoci ricordi della prima stagione e mostrandoci come il rapporto fra loro si sia solidificato (ad ogni modo, Ned ci manchi!).

 

Per quanto riguarda l'altra sorella Stark, invece, dobbiamo ammettere che al momento non siamo convinte dalla storyline di Arya, che ci sembra procedere troppo a rilento e ci dispiace, essendo uno dei nostri personaggi preferiti. Interessante la scena della rappresentazione teatrale sui fatti delle prime stagioni (altro esempio di autoironia a nostro avviso) e soprattutto le espressioni non molto distaccate di Arya, più da Stark che da No One. Staremo a vedere se questa volta ascolterà Jaquen e il Dio dei Mille Volti, che ad onor del vero inizia a infastidirci, un po' come tutti i culti in cui è richiesta una totale sottomissione alla volontà del Dio di turno. Certo, c'è da dire che Jaquen è stato profetico, ricordando ad Arya:

Does death only come for the wicked and leave the decent behind?

Sì, caro Jaquen, lo sappiamo bene che in GOT muoiono soprattutto i buoni e questa puntata ne è l'esempio più lampante.

A Pyke, dopo mille voltafaccia che neanche nella politica italiana, viene eletto Euron, che già odiamo, nonostante abbia appena ucciso il precedente sovrano. Gli uomini delle Isole di Ferro si sono dimostrati facilmente influenzabili e qui GOT è stato tremendamente realistico, in quanto piuttosto di sostenere una donna motivata e con ottime referenze e competenze, non appena si presenta l'occasione le voltano le spalle per eleggere un uomo, anche se dalla reputazione discutibile. Peccato perché avremmo adorato vedere Yara al potere, col sostegno di Theon, che ogni volta che viene ridicolizzato da qualcuno ci piange il cuore. Incredibilmente in questo show si riesce ad empatizzare con personaggi che fino a qualche stagione prima erano detestabili. Nonostante tutto, siamo certe che ciò non avverrà mai per Ramsay, state tranquilli. Dove saranno diretti Yara e Theon con le navi rubate? Opteranno per sostenere Jon e Sansa, dato che Euron vuole appoggiare Dany?

Toccante il dialogo a Meereen fra la sacerdotessa rossa e Varys, un plauso all'attore. Quest'ultima, a differenza di Melisandre, punta tutto su Dany e la contrapposizione tra Jon e la madre dei draghi sembra potersi delineare realmente. In tutto ciò, noi abbiamo capito che le sacerdotesse rosse non ci ispirano fiducia.

Questa puntata registra anche un momento unico nella storia dello show: Jorah ha finalmente la sua prima gioia. Nel momento in cui sta dicendo addio alla sua Khaleesi, rivelandole di essere malato e confessandole il suo amore con la galanteria che lo contraddistingue, mentre Daario è relegato in un angolo a far da spettatore impotente alla scena (quanto abbiamo goduto), Dany sembra vederlo realmente per la prima volta. Noi piangiamo, lei piange e gli comanda di trovare una cura perché lo vuole a regnare al suo fianco. Certo, si sono separati di nuovo, certo, non sappiamo se esista una cura, anche se pretendiamo che venga trovata a questo punto, ma dato che stiamo parlando di Jorah, ci sembra un grande passo avanti. Adesso votare nel nostro sondaggio sul personaggio più mainagioia di questa stagione telefilmica si fa più complesso.

Tumblr è un luogo bellissimo

 

E veniamo alla parte più importante di tutta la puntata. Innanzi tutto abbiamo avuto una rivelazione riguardo alle origini della storia, in una scena che ricordava molto la sesta stagione di Lost. Ci è stato svelato il modo in cui è nato il primo estraneo, creato sostanzialmente dalla natura per difendersi dagli uomini. E questo ribadisce ancora una volta come tutti stiano sottovalutando il vero pericolo, troppo impegnati a farsi guerra fra loro. Poi gli eventi precipitano e gli estranei circondano Bran mentre si trova nel bel mezzo di una delle sue visioni, in una scena ricca di tensione. In questo contesto prende piede uno dei momenti più commoventi di tutte le puntate andate in onda fino ad ora, sfruttando le potenzialità offerte dalla componente dei viaggi nel tempo. Meera incita Bran a risvegliarsi ed entrare nel corpo di Hodor per portarsi in salvo, ma questo invece di avvenire nel presente, accade mentre Bran è ancora nel passato, innescando nel giovane Hodor una sorta di cortocircuito mentale, che lo fa impazzire. Hodor nel passato vede Bran e sente Meera che gli ripete continuamente "Hold the door" per trattenere gli estranei e permettere loro la fuga. In uno straziante lamento quell'hold the door si fa sempre più confuso fino a divendare "Hodor", la parola con cui poi tutti lo chiameranno perché sarà l'unica in grado di pronunciare. Così Bran nel passato assiste impotente alla scena, realizzando di essere la causa del trauma del suo amico, mentre nel presente Hodor si sacrifica, noi vogliamo credere lucidamente, un'ultima volta per permettergli di sopravvivere. Una spiegazione ciclica e geniale, tristemente emozionante, che secondo noi chiarisce anche il fatto che Bran non possa modificare il passato a posteriori, ma che Bran abbia già modificato il passato (anche questo molto Lost e Doctor Who) perché tutto quello che vediamo è "sempre" successo, tutto quello che vediamo è sempre stato nel passato di Hodor. Così è come se Hodor avesse sempre vissuto consapevole che un giorno avrebbe portato a termine la sua missione, legandosi indissolubilmente a Bran, come se fosse nato per salvarlo.

Come se non bastasse vorrei ricordarvi anche un altro elemento che ha reso tutta la scena ancora più triste: la morte di Estate.

 

 Winter is really coming.

 

Ancora sconvolte vi lasciamo così, fateci sapere se siete messi come noi.

 

 

VOTO 5 su 5

 

Disorder & FedeIncas

 

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