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Il 30 novembre scorso è stata rilasciata la nuova serie italiana Netflix Baby, ispirata allo scandalo realmente accaduto delle baby squillo (da cui la serie prende il nome) del quartiere Parioli di Roma. Le due protagoniste sono Chiara e Ludovica, provenienti da famiglie benestanti e decisamente poco attente ai bisogni e ai desideri delle figlie; ciò, unito alle insicurezze ed ai problemi tipici dell’adolescenza, spingerà le due ragazze a intraprendere scelte pericolose, di cui subiranno amaramente le conseguenze.

Già da questa breve introduzione si può notare un’incongruenza grande e grossa: la serie non doveva ispirarsi ad uno scandalo sessuale? Ci aspettavamo crude scene a luci rosse con delle ragazzine dagli occhi tristi come protagoniste e invece ci siamo imbattuti in un teen drama dalle premesse tragiche. Perché tutta questa differenza tra pubblicità e prodotto?

E qui incorriamo nel primo, vero problema di Baby (per me il più evidente), ovvero la presentazione decisamente non conforme al contenuto. Non aspettatevi quindi una drammatica storia di prostituzione minorile piena zeppa di glitter e champagne, ma, del resto, neanche scene esplicite da film porno di serie B. A parlare saranno i sentimenti, le emozioni, i gesti inconsulti di una generazione viziata che non sa quello che vuole e soprattutto non sa di cosa ha bisogno. Un teen drama all’italiana, insomma, proprio come ve l’avevo presentato all’inizio. Qui subentra il secondo grande problema di Baby, ovvero il taglio da fiction di prima serata, decisamente lontano da ciò che sarebbe dovuto essere.

baby 1

 

Soffermandoci sulla sceneggiatura, non possiamo non notare i dialoghi molte volte banali e una scrittura decisamente frettolosa e disordinata, che aggiunge tante sottotrame, ma che poi è costretta a risolvere tutto in sole sei puntate, ovvero la lunghezza effettiva della serie. L’ultima scena dell’ultima puntata, tuttavia, ci suggerisce un probabile ampliamento di temi e storie interne, nonché uno sviluppo migliore e più ponderato delle basi che sono state gettate in questa prima stagione.

Attenzione, però: nonostante i risultati non siano stati proprio eccellenti, non significa che Baby sia una serie scadente, è anzi un prodotto godibile, con una buona regia ed un cast decisamente azzeccato, composto da attori più famosi (Claudia Pandolfi e Isabella Ferrari su tutte) e altri emergenti, tra cui la bellissima e talentuosa Alice Pagani, che interpreta Ludovica alla perfezione (a proposito, vi invito a visitare il suo profilo Instagram).

Tirando le somme, questa serie non è così pessima come molti hanno affermato. È qualcosa di diverso da ciò che il pubblico si era aspettato ed ha varie incertezze di fondo, ma non è decisamente un prodotto da buttar via e, a mio modesto parere, ci riserverà delle buone sorprese.

Voto complessivo: 6,5/10

                                                                                                  

 

 

ClòMarine

 

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