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Orange is the new black è una serie a cui ti approcci con una gran dose di curiosità, pur mantenendo un certo distacco inizialmente. Ti senti quasi un voyeur che spia le detenute nei gesti che compongono la loro quotidianità, un’estranea tanto quanto lo è Piper Chapman, la protagonista, che giunge nel penitenziario sentendosi differente da tutte loro, una vittima ingenua, incastrata e ingiustamente imprigionata.

Man mano che gli episodi scorrono sia lo spettatore che la protagonista compiono un percorso insieme: Piper smette di giudicare chi le sta intorno, inizia ad adattarsi (anche se il percorso è ancora lungo), fa di quel microcosmo il suo mondo e noi ci affezioniamo insieme a lei a - quasi, ma sono tutte imprescindibili - ogni singola inmate. Sicuramente la Chapman è il personaggio con cui è più facile empatizzare all’inizio: è ingenua, spesso fuori luogo, goffa e impacciata e si caccia nelle situazioni più complicate da gestire, ma da circa metà stagione in poi ci vengono mostrati lati più spigolosi del suo carattere, che fanno nascere sentimenti contrastanti nei suoi confronti e ci fanno avvicinare di più ad altre detenute. La Chapman ci aveva convinte che la sua prigionia fosse tutta colpa della sua ex Alex, che ha fatto il suo nome per uno sconto della pena, ma nemmeno lei si era comportata bene nei suoi confronti, di fatto abbandonandola nel momento in cui aveva più bisogno di lei - che l’amore fosse finito non significava niente e nemmeno che Alex fosse concentrata sul lavoro, perché a Piper piaceva fare da corriere e la faceva sentire viva, non può poi lamentarsene a posteriori. In questa serie non ci sono buoni, perché nemmeno chi si ammanta di questo titolo, i poliziotti (a parte una) o chi gestisce il carcere, può considerarsi tale. C’è corruzione, omertà e giri di droga che provengono proprio da chi dovrebbe “rieducare” queste ragazze che, certo, se sono lì hanno commesso dei reati più o meno gravi, ma sono molto più umane, più reali, più oneste di quanto ci si aspetterebbe idealmente da loro. Le leggi del carcere sono dure, se sei una debole non sopravvivi, ma ci sono personaggi, come Red, che sembrano delle stronze solo perché in realtà ti stanno aiutando a temprarti, ci sono scontri fra gang, c’è del razzismo di base anche fra loro (bianche vs nere vs ispaniche), ci sono fanatiche religiose psicopatiche, ma riescono ad essere ad ogni modo l’una la famiglia dell’altra. Basti pensare all’episodio in cui devono affrontare un lutto oppure a Nichols, forse la più dolce di tutte le detenute, sempre pronta a consolarti (volendo non solo moralmente, ma noi amiamo il suo atteggiamento perennemente flirty), o ancora a Red che è una mamma per molte di loro, a come si sostengono Poussey e Taystee.

Non l’ho trovata una serie priva di difetti, a volte il montaggio di alcune scene mi è sembrato caotico e un po’ disordinato ed il rapporto tra Piper e Alex ancora non mi convince pienamente, ma credo sia talmente complesso (anche perché Piper è un personaggio davvero stratificato) che necessiterà di diverse stagioni per dispiegarsi. Punti di forza sono i flashback alla Lost, grazie a cui conosciamo il passato delle protagoniste e quindi empatizziamo maggiormente ed il cast, veramente azzeccato dalla prima all’ultima detenuta, in particolare Uzo Aduba e Taylor Shilling. Un altro pregio è senza dubbio il genere a cui appartiene la serie: un drama-comedy perché capace di trattare tematiche serie e destabilizzanti come lo stupro, la droga, la morte, il razzismo, l’omofobia, la corruzione, il fanatismo religioso, senza filtri o retorica e allo stesso tempo riesce a farti ridere spontaneamente, anche in momenti di tensione, grazie alla genuinità di certi personaggi, che possono sembrare frutto di uno stereotipo, ma in realtà sono sempre molto a fuoco e dotati di una grande profondità.

Veniamo, dunque, ai momenti più belli, divertenti, tristi o commoventi della prima stagione:

 

20) La puntata della gallina. Sicuramente un episodio un po' filler, ma geniale e che segna il primo reale passo per Piper nell'integrazione con il mondo della prigione (quando molla la telefonata fondamentale per portare comunque avanti il suo lavoro perché avvista la gallina leggendaria e la vuole catturare, dato che nessuno le credeva e per tutte era un fatto importante).

  

19) La cotta di Suzanne "crazy eyes" per Piper, che poi sono convinta che nella sua follia sia in realtà molto lucida.

 

 

18) Big Boo che con questa battuta ha vinto tutto. E in generale tutte le citazioni alla musica e ad altre serie.

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17) Il passato di Miss Claudette, ovvero l'omicidio per cui finisce in carcere, quando vendica la sua dipendente minorenne dell'agenzia di pulizie, che aveva subito maltrattamenti da un uomo per cui lavorava. Sento di volerla ancora abbracciare.

The regular girl couldn’t make it, so I’m here.

 

16)Dayanara e Bennett. In genere non mi piacciono le storie troppo dolci, ma loro mi fanno sempre sorridere (starò invecchiando).

 

15) Il modo di Nichols di consolare e di rivolgersi alle amiche (io la amo, è il mio personaggio preferito attualmente).

 

14) Il modo di trattare con i fanatici religiosi di Alex

 

13) Le perle di Mendez "pornstache".

 

12) Pennsatucky perché è insopportabile e odiosa, ma fondamentale ed il modo in cui è diventata una fanatica religiosa è davvero emblematico.

11) Sister Ingalls e la sua amicizia con la transessuale Sophia Burset: non possono essere tutte così le donne di chiesa?

 

 

10) Il rapporto materno fra Nichols e Red ed il passato di Nichols.

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9) Il momento in cui Piper accetta di essere come le altre detenute.

 

8) Il balletto di Alex e Piper e la rezione della fanatica religiosa Pennsatucky.

 

7) La scena dell'oblò, Piper gelosa ed il bellissimo discorso che Alex fa a Piper.

“I mean, for you to come around like an actual human being.. but not with some hollow, bullshit, apology or that, that cute little sad face that might work on your fucking boyfriend. Ive been waiting for you to come around and treat me like an actual human being and realize what a fucking horse’s ass you’ve been."

 

6) I "don't leave me" di Alex che ti spezzano il cuore.

 

5) L'arte per Nichols.

 

 

4) Taystee in ogni sua scena -cioè dai è fantastica - e la sua amicizia con Poussey.

 

3) L'epico incontro tra Larry e Alex.

 

 

2) Why do you always feel so inevitable to me?

 

1) Quando Piper esce dall'isolamento e capisce che è Alex ciò che vuole (salvo poi ricredersi, ma ci siamo abituate ai cambi repentini di idee di Piper). Il tutto sui Leagues.

 

 

 

 

VOTO STAGIONE 4 su 5 

Disorder

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Author: Disorder
About me

Appassionata di serie tv di tutti i generi, da quelle di qualità a quelle trash, fin dai tempi pre-Lost in cui ne uscivano relativamente poche ed era possibile seguirle tutte, conducendo al contempo una piena vita sociale. Adesso ha perso molte ore di sonno e parte della sua vita sociale per poter stare al passo - arrancando. Se dovesse scegliere le cinque serie tv a cui è più affezionata, queste sarebbero Lost, Alias, Twin Peaks, Doctor Who e Once upon a time, anche se sta soffrendo per averne lasciate fuori un'altra decina. Prova empatia prevalentemente per personaggi cattivi perché sono caratterizzati meglio, con quelli che maiunagioia e spesso secondari.

Oltre alle serie tv si nutre di film, musica, arte, fotografia, grafica, libri e viaggi.

 

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